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Con i farmaci per dimagrire si perde anche muscolo?

Come ottenere il massimo dall'uso di semaglutide, tirzepatide e degli altri farmaci incretinici evitando effetti indesiderati e rischi. La parola all'esperta.


IODONNA 07/07/26


Semaglutide


La risposta

È vero, ed è un dato che in pochi conoscono prima di iniziare la terapia. Con i farmaci per dimagrire, semaglutide e tirzepatide tra i più diffusi, tra il 25 e il 40% del peso perso riguarda la massa muscolare, non solo quella grassa. Su quindici chili persi, possono andarsene anche quattro o cinque chili di muscolo, spesso senza che la persona se ne accorga.


Perché il muscolo non è solo una questione estetica

Il muscolo conta anche fuori dall’estetica. È un vero e proprio organo di longevità: regola il metabolismo basale, la sensibilità all’insulina e la risposta glicemica.

Perderne più del necessario rallenta proprio i meccanismi che il farmaco dovrebbe migliorare.


Proteine e allenamento: il protocollo da seguire

Dietro la raccomandazione di accompagnare la terapia con la nutrizione c’è un protocollo preciso, non un consiglio generico.

Le linee guida congiunte delle principali società di medicina dell’obesità americane indicano un apporto proteico tra 1,2 e 1,6 grammi per chilo di peso al giorno, distribuito nei pasti principali, accompagnato però sempre da un programma di allenamento contro-resistenza.

Il tutto va adattato e personalizzato alla fisiologia e alle esigenze pratiche che la persona deve affrontare ogni giorno, per aumentare l’aderenza al piano alimentare, affinché sia portato avanti nel tempo e possibilmente anche educativo.


Come ridurre nausea, stitichezza e senso di pienezza

Lo stesso protocollo agisce anche sugli effetti collaterali più frequenti.

Una quota adeguata di fibre e una buona idratazione riducono la stitichezza, comune per il rallentamento della motilità intestinale indotto da questi farmaci.

Pasti più piccoli e frequenti aiutano invece a gestire nausea e senso di pienezza precoce, sintomi che comunque tendono ad attenuarsi con le settimane.

In un regime alimentare già ridotto nelle quantità, ha senso anche coprire eventuali carenze di vitamina D, omega-3 e altri micronutrienti.


Perché serve un percorso nutrizionale personalizzato

Nel mio ambito clinico, per esempio, chi inizia uno di questi farmaci viene seguito in parallelo dal punto di vista nutrizionale nelle prime settimane, proprio per costruire questo protocollo su misura e favorire anche l’aderenza alla terapia.


Sicurezza: pancreatite e vista, che cosa sapere

Sul fronte della sicurezza, due timori circolano più di altri. Il primo è la pancreatite acuta, che bisogna dire è un effetto raro e che nei protocolli strutturati viene sorvegliata attraverso il controllo di alcuni parametri ematochimici.

La seconda paura è il legame con problemi alla vista. Questo aspetto riguarda soprattutto chi ha già una retinopatia diabetica e vive un calo troppo rapido della glicemia: un fenomeno transitorio, che si può manife stare anche con la terapia insulinica o in chirurgia bariatrica, cioè la chirurgia per perdere peso.Quindi non si tratta di un rischio di cecità per chi usa il farmaco per il peso.


Le nuove frontiere: longevità e infiammazione

Negli Stati Uniti questi farmaci, a dosi più basse, vengono già studiati anche fuori dal diabete e dall’obesità, per il loro effetto sull’infiammazione cronica, anche se resta un uso non ancora approvato per questo scopo specifico.


La versione orale dei farmaci incretinici

Nel frattempo è arrivata anche la prima versione orale, l’orforglipron, con risultati nei trial clinici vicini a quelli delle versioni iniettabili. La sostanza del messaggio, però, resta la stessa, con qualunque molecola: il muscolo si perde solo se la nutrizione non accompagna la terapia.



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