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NAD+: cos’è la molecola della longevità di cui tutti parlano?

NAD+: cos'è il coenzima al centro della ricerca sulla longevità cellulare e sempre più presente negli integratori anti-age? Parola all'esperta.


IODONNA 11/06/26


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C'è una molecola inserita negli integratori di cui la ricerca sulla longevità parla sempre di più. «Si chiama NAD+, ovvero nicotinamide adenina dinucleotide, ed è presente in ogni cellula del corpo umano. Non è – solo – un integratore alla moda: è un coenzima coinvolto in centinaia di reazioni metaboliche, dalla produzione di energia alla riparazione del DNA», spiega Federica Almondo, Specialista in Scienza dell’Alimentazione formata al Centro di Dietologia e Obesità dell’Ospedale San Raffaele Milano responsabile aree Nutrizione e Longevity di Image Regenerative Clinic Milano e St. Moritz. Con l’esperta, scopriamo di che cosa si tratta.



Cos’è e cosa fa il NAD+ nell’organismo


La scoperta di NAD+ risale a oltre un secolo fa, ma solo negli ultimi anni i ricercatori hanno cominciato a capire quanto sia centrale nei meccanismi dell’invecchiamento biologico.

«Partecipa alle reazioni che convertono il cibo in energia utilizzabile dalle cellule, in particolare attraverso i mitocondri, le centrali energetiche cellulari. Senza NAD+ questo processo si inceppa, e la cellula perde efficienza», spiega Federica Almondo.


Ma il ruolo del NAD+ va ben oltre la produzione di energia. «È indispensabile per attivare le sirtuine, proteine che la scienza chiama spesso “proteine della longevità”. Non a caso, regolano come i nostri geni si esprimono, proteggono l’integrità del DNA e tengono sotto controllo l’infiammazione».


Quando il DNA subisce un danno, le sirtuine intervengono direttamente nel processo di riparazione. «Per farlo, consumano NAD+. Ogni volta che una cellula ripara un danno nel suo patrimonio genetico, lo usa come carburante. Un processo continuo, necessario, che contribuisce a mantenere l’integrità cellulare nel tempo».


«Quando il NAD+ cala, le sirtuine lavorano meno, la riparazione del DNA rallenta, i mitocondri perdono efficienza e questi sono proprio i meccanismi che la ricerca identifica come centrali nell’invecchiamento cellulare».

Un dato che emerge con chiarezza è che «l’attività fisica regolare è uno dei modi più efficaci per mantenere i livelli di NAD+ nel tempo. Non è un dettaglio. È una delle ragioni per cui due persone della stessa età possono invecchiare in modo completamente diverso».



NAD+, il ruolo degli integratori


L’esperta fa chiarezza sul ruolo reale dei supplementi alimentari. «Il NAD+ non viene assunto direttamente con il cibo né attraverso integratori: la molecola è troppo grande per attraversare la membrana cellulare. Il corpo lo sintetizza a partire da precursori, sostanze deputate alla sua conversione attraverso vie metaboliche specifiche».


I precursori più studiati sono il nicotinamide mononucleotide (NMN) e il nicotinamide riboside (NR) entrambi forme di vitamina B3. «Gli studi clinici sull’uomo concordano su un punto: la supplementazione aumenta i livelli circolanti di NAD+. È uno dei dati più soldi in questo campo. I benefici clinici, sul metabolismo, sulla funzione cognitiva, sono ancora oggetto di studio. Alcune ricerche mostrano miglioramenti nella sensibilità insulinica e nella funzione muscolare, altri risultati sono più incerti».


«Questi precursori funzionano meglio quando la supplementazione si affianca a uno stile di vita già curato, alimentazione, movimento, sonno, i risultati tendono ad essere più consistenti. NMN e NR funzionano bene come supporto non come scorciatoia».




NAD+ negli integratori: quando e come usarli


Ancor prima di arrivare a utilizzare questa tipologia di supplemento alimentare, l’esperta suggerisce di iniziare con l’alimentazione. «Il corpo produce NAD+ a partire da due principali precursori alimentari: il triptofano, un aminoacido essenziale presente in pesce, uova, pollame, latticini, legumi e frutta secca, e la vitamina B3, abbondante in pesce azzurro, carni magre, cereali integrali e funghi», sottolinea la dottoressa Federica Almondo.


«Una dieta ricca di proteine di qualità, con buone fonti di triptofano e niacina, fornisce una base solida per la sintesi endogena di NAD+. Il pattern mediterraneo, con il suo equilibrio tra proteine animali e vegetali, grassi buoni e micronutrienti, si conferma coerente in questa prospettiva».


«Ridurre l’alcol è un altro elemento importantissimo: l’alcol compete con le stesse vie metaboliche che il corpo usa per sintetizzare NAD+, riducendone la disponibilità cellulare», dice l’esperta. «Il digiuno intermittente e la restrizione calorica stimolano la produzione di NAD+ attivando vie metaboliche specifiche. Lo stesso fa l’attività fisica, sia aerobica che di forza: a seconda del tipo e dell’intensità, gli studi documentano aumenti nella sintesi di NAD+ tra il 12 e il 30%».


«Tra i precursori del NAD+ disponibili come integratori, il nicotinamide riboside (NR) è oggi quello con la base scientifica più solida e regolarmente reperibile in Italia. La sicurezza alle dosi standard è stata confermata in più studi clinici. Come per tutti i supplementi alimentari, conta la qualità del prodotto: formulazioni certificate, con purezza verificata da analisi indipendenti. E conta il contesto: la scelta di integrare, e con cosa, andrebbe sempre fatta insieme a un professionista».



Cosa funziona davvero


«Il NAD+ in generale rappresenta uno dei fronti più interessanti della ricerca sulla longevità cellulare, con una base biologica solida e un numero crescente di studi sull’uomo. Non è una soluzione autonoma, e presentarlo come tale sarebbe scientificamente scorretto», dice l’esperta.


NAD+ integratore da solo non basta. «È piuttosto un tassello di una strategia più ampia: alimentazione con adeguato apporto di precursori, attività fisica regolare, sonno di qualità, gestione dello stress e, quando indicata dallo specialista, una supplementazione personalizzata. In questo contesto, i precursori del NAD+ trovano il loro senso più pieno».


«In conclusione, la longevità cellulare non si costruisce con una sola molecola. Si costruisce con la coerenza quotidiana di scelte che parlano lo stesso linguaggio biologico».



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