Fibermaxxing: perché aumentare le fibre può causare gonfiore? 🥬 🥕 🥒
- Federica Almondo
- 18 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
IODONNA - Rubrica settimanale del mercoledì (01/04/26)

Sì. Ed è molto più frequente di quanto si pensi. E soprattutto: non significa che le fibre “le fanno male”. Negli ultimi mesi si parla molto di fibermaxxing, cioè dell’aumento delle fibre per migliorare intestino, glicemia e metabolismo. Il principio è corretto. Il problema è come viene applicato.
Non tutte le fibre sono uguali
Perché le fibre non sono tutte uguali. E gli intestini nemmeno. Alcune fibre vengono fermentate dai batteri intestinali e nutrono il microbiota. Altre sono poco fermentabili e lavorano più sul transito.
I diversi tipi di fibre
Per esempio:
Inulina e FOS → cicoria, topinambur, cipolla, aglioPectine → mela, agrumiBeta-glucani → avena, orzoCellulosa (poco fermentabile) → verdure a foglia, crusca.
Cosa succede quando aumenti le fibre
Quando aumentiamo le fibre, in realtà stiamo facendo una cosa precisa: stiamo stimolando il microbiota. Se il sistema è in equilibrio, funziona. Se non lo è, può succedere quello che descrive: gonfiore, gas, tensione. Non è un effetto collaterale. È una risposta.
Perché puoi sentirti peggio mangiando meglio
Il punto è che, in quel momento, l’intestino non riesce a gestire bene quello stimolo. Ecco perché capita di pensare: “sto mangiando meglio, ma sto peggio”. Non è un controsenso. È una questione di adattamento.
L’errore più comune: aumentare troppo in fretta
Spesso le fibre vengono aumentate troppo rapidamente, senza progressione e soprattutto senza considerare da dove si parte, cioè: senza considerare lo stato dell’intestino.
Quando l’intestino è sensibile
Se c’è infiammazione, sensibilità o una barriera intestinale non ottimale, alcune fibre, soprattutto le più fermentabili, possono amplificare i sintomi invece di migliorarli.
La varietà conta più della quantità
C’è poi un altro punto, ancora più importante: la varietà. Il microbiota non ha bisogno solo di più fibre. Ha bisogno di fibre diverse. Ogni tipo di fibra nutre gruppi batterici differenti. Se mangiamo sempre le stesse cose, anche il microbiota diventa monotono.
Due strategie semplici
Due strategie semplici:
ruotare i cereali: non solo grano, ma anche farro, avena, quinoa, grano saraceno, ecc..
seguire la stagionalità di frutta e verdura.
Sembra banale ma non lo è. È così che si costruisce un microbiota più stabile e più resiliente.
Fibermaxxing sì, ma personalizzato
La letteratura è chiara: le fibre sono fondamentali per la salute intestinale e metabolica, ma la risposta è sempre individuale. Quindi sì, il fibermaxxing può essere utile. Ma solo se smette di essere generico e si focalizza sulla persona. Esistono modi e test specifici per conoscere meglio il nostro intestino, chiedi a un professionista.
Per migliorare davvero l’intestino non basta aggiungere fibre. Bisogna dare al sistema quello di cui ha bisogno, in quel momento.



Commenti