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La Nutrizionista risponde. Cos’è il Kimchi e quali i suoi benefici su colesterolo e infiammazione?

IODONNA - Rubrica settimanale del mercoledì (06/01/26)


Kimchi

Kimchi: benefici su colesterolo e infiammazione. Cosa dice la scienza


Il kimchi, alimento fermentato della tradizione coreana a base di cavolo e spezie, può essere un alleato nutrizionale per la salute metabolica. Non è una cura, ma se inserito con regolarità in un’alimentazione equilibrata può contribuire al miglioramento del profilo lipidico e al controllo dell’infiammazione di basso grado, due fattori chiave per la salute cardiovascolare e la longevità.


Kimchi e colesterolo: quali benefici reali


Studi clinici controllati mostrano che il consumo regolare di kimchi può essere associato a una riduzione del colesterolo totale e a un miglioramento di alcuni parametri metabolici, soprattutto nelle persone che partono da valori piuttosto elevati.

L’effetto dipende da più fattori: fibre vegetali, composti bioattivi del cavolo e fermentazione contribuiscono a migliorare il metabolismo lipidico e la salute intestinale (ricordiamo che in generale tutti i cibi fermentati fanno bene al microbiota intestinale, come per esempio il kefir) (Journal of Functional Foods; Nutrition Research).

In pratica: il kimchi può aiutare a migliorare il profilo lipidico se fa parte di uno stile alimentare sano


Kimchi e infiammazione: cosa sappiamo oggi


Sul fronte dell’infiammazione, le evidenze sono promettenti ma meno solide. Studi sperimentali suggeriscono che il kimchi possa supportare un profilo antinfiammatorio, modulando il microbiota intestinale e alcuni segnali immunitari. Tuttavia, gli effetti dipendono da dose, durata, tipo di kimchi e caratteristiche individuali (Food Research International; Nutrients).

È quindi più corretto dire che il kimchi può contribuire a ridurre l’infiammazione di basso grado, non che la elimini.


Quanto kimchi mangiare e come usarlo


  • Porzione consigliata: 30–80 g al giorno (2–5 cucchiai).

  • Frequenza: anche 3–5 volte a settimana è sufficiente.

  • Come inserirlo: come contorno, su riso integrale, uova, legumi, pesce o verdure.

  • Scegli la qualità: meglio kimchi non pastorizzato e refrigerato, per beneficiare anche dei fermenti vivi.


Attenzione al sale


Il kimchi tradizionale può essere ricco di sodio. Se soffri di ipertensione, ritenzione idrica o patologie renali, è importante limitare le quantità o scegliere versioni a ridotto contenuto di sale (Hypertension Research).


Il kimchi non è un superfood miracoloso, ma un alimento funzionale interessante: può supportare colesterolo e infiammazione se inserito in un’alimentazione bilanciata, ricca di fibre e povera di cibi ultra-processati. Come spesso accade in nutrizione, conta l’insieme di fattori, non il singolo alimento.

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